

89. Lotta nazionale e lotta sociale nella Cina sotto l'occupazione
giapponese.

Da: J. Belden, La Cina scuote il mondo, Laterza, Bari, 1971.

In Cina la lotta contro l'occupazione giapponese fu determinante
per l'emancipazione delle masse rurali. I contadini presero
infatti coscienza che i nemici da battere non erano solamente gli
occupanti, ma anche i proprietari terrieri, che quasi sempre
collaboravano con essi. Cos, a guerra finita, i movimenti
spontanei contro i traditori assunsero il carattere di
rivendicazione delle terre. Nelle zone dove la guerriglia guidata
dai comunisti aveva promosso una sensibilizzazione politica la
lotta contadina non incontr grossi ostacoli, nelle altre il
processo fu pi lento, e importante fu l'azione svolta dai
delegati del partito comunista. Lo scrittore americano Jack
Belden fu testimone di quegli eventi e li descrisse nel suo libro
La Cina scuote il mondo, del quale qui riproduciamo alcuni passi.


In linea generale gli schiavi si rivoltano contro i loro padroni
soltanto sulla base dell'una o dell'altra delle seguenti due
condizioni: o non scorgono altra via di sopravvivenza, oppure
intravvedono una possibilit di successo. Quando i giapponesi si
arresero e si ritirarono dalla Cina settentrionale, i contadini
poveri delle zone ex occupate si rivoltarono sotto la pressione
congiunta di ambedue questi elementi. La temporanea scomparsa di
ogni potere statale dava loro una possibilit di successo, e le
condizioni terribili in cui avevano vissuto e continuavano a
vivere facevano della rivolta contro i proprietari terrieri una
necessit assoluta.
Pur se influenzati da idee e metodi di lotta rimbalzati dalle zone
comuniste, questa insurrezione fu pi o meno spontanea. Gli
obiettivi politici erano scarsamente definiti. I contadini non
pensavano alla presa del potere nei villaggi. Non volevano neppure
rovesciare le relazioni agrarie costituite. Tutto ci che
intendevano fare era regolare i conti con i traditori (i quali
peraltro risultavano essere, nella maggior parte dei casi, grossi
proprietari).
Al movimento contro i traditori aderirono non soltanto fittavoli e
braccianti, ma anche i contadini ricchi, e persino i piccoli
proprietari terrieri. Ma fu il bisogno disperato di soccorso dei
contadini poveri a conferire al movimento la sua caratteristica
conclusiva di una rivendicazione della terra. I fittavoli in
particolar modo nutrivano verso i proprietari un rancore senza
limiti. Questi gli avevano sottratto non solo il grano, ma anche
le sementi, e le avevano date ai giapponesi. Tutto - stoviglie,
pentole, e persino gli attrezzi agricoli metallici - era stato
rastrellato per pagare i tributi imposti dai giapponesi. Ma in
realt una met di questa roba andava a finire nei magazzini del
proprietario...
La guerra aveva reso i poveri ancora pi poveri. La mancanza di
terra e la fame resero atrocemente intollerabile l'opulenza e il
lusso del vicino proprietario terriero. Nei villaggi furono i pi
miserabili a occupare le prime file nel combattimento. Furono essi
ad organizzare le assemblee per regolare i conti, mettendo cos
nelle mani dei comunisti un altro strumento di lotta. A mano a
mano che in un villaggio dopo l'altro si svolgevano gli
improvvisati processi contro i traditori, la repressa collera
contadina esplodeva in una improvvisa violenta rivendicazione
della terra e dei beni dei traditori a titolo di riparazione per
le sofferenze patite. Tutto doveva essere restituito, fino
all'ultimo centesimo. [...].
Sbarazzarsi dei tenaci residui dell'antico servilismo era cosa
ardua. Il povero continuava a chinare la testa quando nella strada
passava il proprietario terriero. E tuttavia oggi non tutti in
tale circostanza guardano a terra. Gli occhi di molti non si
abbassano, e guardano diritto in avanti.
I processi pi importanti sono quelli che si svolgono sotto la
superficie, in qualche modo per proprio conto, per vie autonome.
Nelle zone liberate pi antiche la distribuzione della terra non
poneva ai contadini, addestrati da una lunga tradizione di lotta,
alcun grave problema. Dal canto loro i proprietari terrieri, che
conoscevano bene il nuovo regime, non si azzardavano a dar
battaglia. Anche nelle zone occupate dall'armata rossa i
proprietari soccombettero senza creare difficolt di rilievo. Ma
nella stragrande maggioranza dei villaggi il cammino della lotta
fu lento. In quei giorni le fucine principali del processo
rivoluzionario erano la capanna di fango in pianura e la grotta
sulle montagne (ambedue rappresentano la dimora del povero). E'
qui che i quadri [sono i militanti del partito comunista
incaricati di svolgere opera di propaganda politica o di curare
l'amministrazione nei villaggi] s'incontrano nottetempo con i
contadini senza terra. Gradualmente, un passo dopo l'altro, il
quadro persuade il contadino che alle radici della sua povert sta
il proprietario terriero. Certo, se non ci fosse il proprietario,
la vita sarebbe tollerabile, ammette il contadino. E perch non
sistemi i conti con lui e non ti pigli la terra?, incalza il
quadro. Ma come? Egli ha tutto il potere. Dovete organizzarvi,
continua il quadro. Lascia che ti racconti una storia..., e
narra di un villaggio che ha regolato i conti con il suo
proprietario terriero. Giorno dopo giorno, notte dopo notte, il
quadro si lavora il contadino, liberandolo dalla convinzione di
essere condannato in partenza. Dinanzi agli occhi attoniti del suo
ascoltatore, il quadro disegna le linee di un mondo nuovo...
Sbarazzandosi degli ultimi tremori e degli ultimi dubbi, egli
accetta di agire. Ma tu non devi abbandonarmi, soggiunge rivolto
al quadro dopo un momento di riflessione.
Nel frattempo il proprietario terriero non  rimasto con le mani
in mano. Non per nulla  quello che . Tutto ci che avviene nel
villaggio arriva al suo orecchio. Egli sa tutto sulle assemblee
segrete. Inoltre vede il contadino che si guarda intorno con
un'aria che sembra dire: Tutta la terra  mia. Il proprietario
conosce bene l'importanza di colpire per primo. Ha ancora il
potere, e ai suoi ordini sono dieci o quindici bravacci armati di
lance e mazze. Lui poi ha una pistola. Che cosa potranno mai fare
questi giovani studenti e questo stupido fittavolo? Tali erano i
pensieri del proprietario. E dai pensieri passava all'azione.
Mentre il fittavolo sognava un mondo lontano di pace e di
abbondanza, il proprietario gli piombava addosso nottetempo, lo
sequestrava e lo gettava nelle sue segrete. Oppure tagliava la
testa al pi attivo tra i contadini e l'appendeva sulle mura del
villaggio a titolo di ammonimento. O ancora piombava in una
piccola riunione e passava a fil di lancia tutti i presenti, sul
posto. Neppure i quadri governativi sfuggivano alle sue
attenzioni. Poteva capitare che quando un quadro faceva il giro
dei villaggi, o rientrava in sede per far rapporto, il
proprietario lo facesse assalire dai suoi scagnozzi. Spesso veniva
castrato, nel tentativo di far apparire che era stato ucciso per
aver violentato una contadina. La gente del villaggio sapeva bene
come stavano le cose. Ma s'impauriva e cominciava a evitare i
quadri. [...]
Non c' dubbio che il terrore scatenato dai proprietari costrinse
il movimento nel suo complesso a ripiegare. Ma talvolta funzion
da boomerang. Nel villaggio di Yachiachuang sei proprietari e tre
scherani dei padroni organizzarono una societ segreta per opporsi
alle riforme nelle campagne. Una sera un funzionario distrettuale
si rec dai proprietari per protestare. Il popolo sta
organizzandosi in modo democratico, spieg il quadro. Perch
opporglisi?. I proprietari ebbero uno scoppio di rabbia. A me
non interessa quello che vuole il popolo, grid uno infuriato. E
nello stesso istante uno degli scagnozzi vibr la lancia e
squarci la gola al quadro per tutta la sua lunghezza. Chiamando
aiuto con un rantolo di morte, il quadro cadde a terra, mentre la
vita gi lo abbandonava. Saputo il fatto, i contadini corsero ai
villaggi vicini a chiedere aiuto, e una folla di trecento uomini
armati di pale e picconi irruppe sul luogo dell'assemblea e pest
a morte i sei proprietari terrieri. Gli scagnozzi fuggirono nella
notte. In questo modo i villaggi cominciarono, uno dopo l'altro, a
scacciare i proprietari. Nuovi contadini si levavano a prendere il
posto dei compagni assassinati. Nelle grotte e nelle caverne, in
pianura e sulle montagne, le riunioni segrete ripresero. [...]
[Nell'estate del 1947], nonostante i loro assassini, i loro
intrighi e le attivit di seduzione delle loro donne, le classi
possidenti rurali avevano perduto la battaglia.
